La storia racconta di un gruppo di nani che vivono in un piccolo appartamento costruito a loro misura all’interno del Palazzo Ducale della città: lì tutto è perfetto, o almeno sembra; tutto è in miniatura e alla loro portata.
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Ma i nanetti sanno di essere lì solo per divertire e distrarre i duchi: non sono liberi di uscire, devono essere sempre pronti all’uso… Giorno dopo giorno, cominciano a detestare la loro condizione sia di piccoli che di prigionia. Sono tristi e infelici, ma non hanno il coraggio di ribellarsi. E continuano a divertire i duchi… Un giorno però il duca costringe i nanetti ad una ulteriore umiliazione per rendere il suo divertimento ancora maggiore: i nani sono costretti a combattere l’uno contro l’altro ed è allora e solo allora che decidono finalmente di fuggire. La fuga li porta in giro alla scoperta del mondo e, piano piano, accade il miracolo: i nani scoprono che fuori dal palazzo la gente li rispetta e capiscono che possono fare esattamente come tutti gli altri e insieme a tutti gli altri. Superano così le loro paure e iniziano a lavorare fra la gente: chi come pescatore, chi come ombrellaio, chi come sarta o panettiere.
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UDAFB@Biblioteca Laboratorio delle Idee 'Falcone e Borsellino' di Pescara
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