Il 2009 è l’anno del 90° anniversario dell’occupazione della città di Fiume da parte di Gabriele d’Annunzio. L’impresa del 12 settembre 1919 si compie grazie unicamente all’iniziativa di un uomo che non è un politico né un condottiero; è un’artista che, con una parabola probabilmente unica nella storia, lega alla figura del poeta quella del campione, inteso in senso classico.
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Il Vate che tra il 1908 e il 1915 si fa interprete in Italia del crescente sentimento nazionalista e l’eroe che pratica la guerra sino alla vittoria del 1918 compongono la natura del comandante fiumano, originale sintesi che supera le categorie della politica sino ad allora conosciute. D’Annunzio si era guadagnato la qualifica di Comandante volando come capo equipaggio sui velivoli della prima guerra mondiale e, nell’accezione più ampia legata alla vicenda fiumana, rimarrà tale anche nel definitivo ritiro gardonese. Nell’allestimento della mostra sulla “Gesta di Fiume” è stato documentato questo percorso nel tentativo di fornire una chiave di lettura per un evento che possiede i caratteri dell’eccezionalità e restituire almeno l’atmosfera psicologica di un decennio che prepara la nascita di quel fenomeno politico sociale conosciuto come fiumanesimo. I materiali scelti riflettono da un lato le attitudini del d’Annunzio letterato ed intellettuale: giornali, riviste, libri; dall’altro testimoniano la sua straordinaria capacità di comunicare, intesa come l’arte di rendere partecipe il pubblico degli avvenimenti che lo riguardavano. Attentissimo nel favorire la propria immagine, il poeta utilizza strumenti nuovi come la fotografia e mezzi classici quali l’incisione.
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UDAFB@Biblioteca Laboratorio delle Idee 'Falcone e Borsellino' di Pescara
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