I primi anni '30 rappresentano un momento importante nell'evoluzione della ricerca progettuale di Le Corbusier. La fiducia assegnata alle possibilità tecnologiche offerte dai moderni sistemi di produzione industrializzata si viene gradualmente incrinando.
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Parallelamente affiora con sempre maggior vigore l'interesse per le espressioni architettoniche locali e per le tecniche costruttive tradizionali. Il viaggio a Barcellona del 1928 e l'incontro con l'opera di Gaudi, in particolare con l'architettura della scuola della Sagrada Familia, si pone al centro di questa delicata fase di passaggio. L'impressione generata dalla piccola costruzione gaudiana lascerà infatti un segno preciso ed indelebile nella memoria progettuale di Le Corbusier. Una presenza che le architetture realizzate non rivelano, ma la cui testimonianza è invece rintracciabile nelle riflessioni progettuali contenute nei disegni preparatori e in altri scritti autografi. Le sintetiche note riportate nel carnet di viaggio del 1928 riferiscono ad esempio quale fosse l'origine del particolare interesse per questa architettura: la lezione progettuale che Le Corbusier coglie nell'opera del maestro catalano riguarda infatti primariamente la singolare ed intima relazione esistente fra espressione formale e contenuto costruttivo. Il valore formale è ottenuto dall'utilizzo dell'elemento voltato che definisce, secondo l'ordine imposto dalla geometria spaziale del conoide, la configurazione complessiva dell'impianto; il dato costruttivo è rappresentato invece dall'impiego di una tecnica tradizionale catalana, il sistema tabicado. La vicenda architettonica e costruttiva che lega alcuni momenti dell'attività progettuale di Le Corbusier con l'impiego della volta catalana contiene interessanti aspetti che vengono accuratamente esaminati nell'ambito di una ipotesi di studio che indaga il progetto di architettura attraverso la messa in luce dei rapporti esistenti fra le soluzioni tecniche e gli esiti architettonici raggiunti. Il presente saggio ripercorre dunque i momenti salienti di questa vicenda a partire da un puntuale esame dei documenti d'archivio: dall'incontro con la tecnica tabicada del 1928, all'ipotesi progettuale elaborata per la maison Henfel del 1935, alle esperienze degli anni '50 dei progetti per le maisons Jaoul, Sarabhai e del village du Gouverneur. Dentro questa vicenda è infatti conservato un passaggio importante e significativo del graduale processo evolutivo che unisce la prima fase di critica ai principi teorici del Purismo a quella, di trent'anni posteriore, del "lirismo scultoreo" della Cappella di Ronchamp.