Individuare il pensiero politico di d’Annunzio significa distinguerlo dagli altri aspetti di un temperamento articolato.
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Navigando nell’opera dannunziana e nella storia della relativa critica, si è indagato su quale sia la concezione dello Stato e della società di uno dei protagonisti più controversi del panorama italiano tra '800 e '900, che egli stesso non aiuta a far comprendere per la vita vissuta “come un’opera d’arte”, per il linguaggio “immaginifico” e per le strumentalizzazioni degli interpreti. Dall’analisi testuale, si evince l’idea di una mentalità mazziniana in d’Annunzio, attraverso la quale si può comprendere la differenza tra il “patriottismo” di d’Annunzio e il “nazionalismo” di Mussolini, accostati più dagli interessi di quanti credono di poterli sovrapporre, che da idee politiche e da modi di percepire la realtà da parte dei due, tra loro profondamente divergenti. Tale diversità viene posta in luce attraverso un esame esegetico e concettuale delle opere più propriamente politiche, da cui emerge l’ispirazione patriottica di stampo risorgimentale che caratterizza il d’Annunzio politico, pronto a condividere l’aspirazione di libertà a favore dei popoli oppressi.