"La curiosità di Angela Natale, mia moglie, per le descrizioni delle “erbe” e pratiche agricole in Abruzzo dei viaggiatori del Grand Tour (dal marchese De Salis Marschlins a Rabenhorst), mi ha spinto in un ambito di ricerca che, pur appartenente agli storici della farmaceutica, presenta dei risvolti interessanti anche per conoscere il paesaggio storico; i cercatori di erbe ed i semplicisti, nel Cinquecento, si avventuravano nel “locus horridus” (luogo selvatico) mentre la quasi totalità della popolazione viveva nel “locus amoenus”, intendendo per esso la parte antropizzata e “stabile” come già la letteratura latina antica l’aveva definita. In questo studio mi limito ad indagare l’humus culturale che ha permesso nei secoli il consolidarsi di una tradizione “abruzzese” sull’uso dei “semplici”, sia nei ceti sociali colti che in quelli popolari e quindi sulla frequentazione dei luoghi ove crescevano le erbe officinali e medicinali."
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