Questi suoi ultimi Pensieri, cristallini nella loro incisiva chiarezza, denunciando il limite e l'artificiosità della scuola fondata sulle parole e sui numeri – quella scuola il cui prodotto esemplare, come è stato lucidamente denunciato, "sa molto, pensa poco e non crede a niente" –, rendono chiare le ragioni del fallimento dell'educazione artistica fino a oggi praticata e indicano un nuovo modo di fare scuola: una riformulazione del progetto educativo nella sua globalità, all'interno del quale contestualizzare e risolvere l'annoso problema dell'educazione intitolata alle arti. Delineando percorsi concretamente esperibili e radicalmente innovativi rispetto alle prassi correnti, Arnheim indica un modello di formazione dell'uomo potente e articolato, capace di soddisfare le esigenze poste dalla società contemporanea.
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